Murgia
Michela
Accabadora
Einaudi, 2009
166 p.
Supercoralli
«Acabar», in spagnolo, significa finire. E in sardo «accabadora»
è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non
è il gesto di un'assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi
aiuta il destino a compiersi. È lei l'ultima madre.
In breve
Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è
un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina
camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti
malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso
Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede,
chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei
ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è
abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo
non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia
sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro.
"Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima
e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia".
Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi
silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme
a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra.
Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza
quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte.
Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria
Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture,
ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per
portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale
dell'accabadora, l'ultima madre.
La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull'orlo del
precipizio, ha le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti
patti condivisi. La comunità è come un organismo, conosce
le proprie esigenze per istinto e senza troppe parole sa come affrontarle.
Sa come unire due solitudini, sa quali vincoli non si possono violare,
sa dare una fine a chi la cerca.
da einaudi.it
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il primo capitolo

Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel
2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere che ha ispirato
il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Per Einaudi
ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna e nel 2009 il romanzo
Accabadora.
Il sito di Michela Murgia
http://michelamurgia.altervista.org/
Michela Murgia su Facebook
http://www.facebook.com/pages/Michela-Murgia/39003049369
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