Vigan
Delphine de
Gli effetti secondari dei
sogni
traduzione di Marco Bellini
A. Mondadori, 2008
239 p.
Scrittori italiani e stranieri
In breve
Lou Bertignac ha dodici anni: la sua famiglia, chiusa nel ricordo inconfessabile
di una tragedia del passato, vive in un silenzio opprimente, mentre a
scuola la sua intelligenza fuori dal comune l'ha portata in una classe
avanzata, piena di studenti più grandi che non hanno nulla a che
spartire con lei. Incapace di creare una relazione con chiunque, Lou passa
la maggior parte del suo tempo libero a vivere le emozioni degli altri:
guarda il calcio in televisione per osservare la gioia dei giocatori,
spia le persone per strada e, soprattutto, frequenta le stazioni ferroviarie
parigine perché in quei luoghi si concentra l'emozione di amanti
che si salutano, di famiglie rimaste a lungo separate, di amici che si
ritrovano.
È proprio qui, alla stazione di Austerlitz, che Lou trova, tra
la folla, una ragazza appena più grande di lei, Nolwenn, che si
è lasciata alle spalle un passato difficile e ora vive da randagia.
Tra le due, nel tempo di uno sguardo, si crea un'intesa speciale, che
nessuna aveva mai trovato prima.
Due ragazze totalmente sole, diverse ma destinate, in qualche modo, a
riconoscersi tra la folla della città, finiranno così per
stringere un'amicizia che, nata lentamente, arriverà a cambiare
la loro vita e il loro mondo.
da Librimondadori.it
Leggete
il primo capitolo del romanzo Gli effetti secondari dei sogni
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Chi è Delphine de Vigan:
parigina, nata a Boulogne- Billancourt, ha lavorato come dimostratrice
nei supermercati per diverse marche di formaggi e hamburger, segretaria
in sedute di gruppo, stiratrice non professionale e hostess. Gli effetti
secondari dei sogni è la sua prima opera pubblicata in Italia.
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