Murakami
Haruki
Kafka sulla spiaggia
traduzione di Giorgio Amitrano
Einaudi, 2008
522 p.
Supercoralli
Inizia così:
Il ragazzo chiamato Corvo
- E così il denaro sei riuscito a trovarlo ? - chiede il ragazzo
chiamato Corvo. Il modo di parlare è il solito, un po' strascicato.
Come di uno che si è appena svegliato dopo una lunga dormita e
ha i muscoli della bocca ancora intorpiditi. Ma il suo è solo un
atteggiamento: in realtà è perfettamente sveglio. Come sempre.
Io annuisco.
- Quanto ?
Rifaccio un'altra volta il calcolo a mente, quindi rispondo: - Circa quattrocentomila
yen in contanti. Poi c'è ancora qualcosa che posso prelevare con
la carta. Naturalmente non credo che basti, ma almeno per ora dovrei farcela.
- Non è male, - dice il ragazzo chiamato Corvo. - Almeno per ora.
Io annuisco.
- Però questi soldi non li hai certo ricevuti da Babbo Natale,
o sbaglio? - dice.
- No, - rispondo.
Il ragazzo chiamato Corvo si guarda intorno, storcendo leg-germente le
labbra in una smorfia ironica.
- Non sarà che provengono dal cassetto di qualcuno, qualcuno molto
vicino?
Non rispondo. Lui sa benissimo di chi è quel denaro, è ovvio.
Non sta cercando di strapparmi una confessione. Mi sta semplicemente prendendo
in giro.
- Beh, pazienza, - dice il ragazzo chiamato Corvo. - Quei soldi ti servono.
Ti servono davvero. Devi averli. Qualsiasi mezzo è lecito: chiederli,
prenderli in prestito di nascosto, rubarli... In ogni caso sono soldi
di tuo padre. Con quelli, almeno per ora, ce la farai. Ma quando avrai
finito quei quattrocentomila yen, come hai intenzione di muoverti? I soldi
non crescono spontaneamente nel portafogli come funghi di montagna. Avrai
bisogno di mangiare, e di un posto per dormire. A un certo punto i soldi
finiranno.
- Ci penserò quando sarà il momento, - dico.
- Ci penserò quando sarà il momento, - ripete il ragazzo,
come soppesando le mie parole sul palmo della mano.
In breve
Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un
vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano
dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu,
nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka,
è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua
profezia, che riecheggia e amplifica quella di Edipo.
Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente
nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata
la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane
e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce
la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere
chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo
percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il
ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi
ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà
il compimento del proprio destino.
da Einaudi.it

Chi è Murakami Haruki:
nato a Kyoto nel 1949, è cresciuto a Kobe. È autore
di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori
americani come Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Con La fine del
mondo e il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il
Premio Tanizaki. Einaudi ha pubblicato Dance Dance Dance,
La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli
di Dio danzano, Norwegian Wood (Tokyo Blues), L'uccello
che girava le viti del mondo, La fine del mondo e il paese delle
meraviglie e Kafka sulla spiaggia.
"Amo la cultura pop: i Rolling Stones, i Doors, David Lynch, questo
genere di cose. Non mi piace ciò che è elitario. Amo i film
del terrore, Stephen King, Raymond Chandler e i polizieschi. Ma non è
questo ciò che voglio scrivere. Quello che voglio fare è
usarne le strutture, non il contenuto. Mi piace mettere i miei contenuti
in queste strutture. Questa è la mia via, il mio stile. Perciò
non piaccio né agli scrittori di consumo né ai letterati
seri. lo sono a metà strada, e cerco di fare qualcosa di nuovo.
[...]
Scrivo storie strane, bizzarre. Non so perché mi piaccia tanto
tutto ciò che è strano. In realtà, sono un uomo molto
razionale. Non credo alla New Age, né alla reincarnazione, ai sogni,
ai tarocchi, all'oroscopo. [...] Ma quando scrivo, scrivo cose bizzarre.
Non so perché. Piú sono serio, piú divento balzano
e contorto".
Murakami Haruki * The Salon Magazine * 16 dicembre 1997
Il sito ufficiale dello scrittore Murakami Haruki
http://www.randomhouse.com/features/murakami/site.php

Tutti i libri di Murakami Haruki nel catalogo di Ibs.it
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