Copertina del libro: I giorni dell'amore e della guerra Anam Tahmima
 
I giorni dell'amore e della guerra
 traduzione di Barbara Bagliano
 Garzanti, 2008
 330 p.
 Narratori moderni


Inizia così:
Caro marito,
oggi ho perso i nostri figli.

Rehana comprò due aquiloni, uno rosso e uno blu, nell'emporio-pasticceria dei fratelli Khan davanti al tribunale. L'uomo dietro al bancone li avvolse nella carta da pacchi legandoli con uno spago di iuta. Rehana si infilò le confezioni sotto il braccio e chiamò un risciò. Mentre stava salendo sul mezzo, vide l'avvocato correrle incontro.
«Signora Haque, sono veramente dispiaciuto.» Sembrava sincero.
Rehana non riuscì a dire che era tutto a posto.
«Deve trovare i soldi. È l'unico modo. Trovi i soldi e poi ci riproviamo. Quei bastardi non muovono un dito senza una bustarella.»
Soldi. Rehana salì sul risciò e alzò il tettuccio. «Dhanmondi», disse con voce tremante. «Road 5.»
Quando arrivò a casa, i bambini erano seduti composti sul divano. I piedi di Maya non arrivavano al pavimento. Sohail si stava guardando i palmi delle mani contando le minuscole linee che li attraversavano. Vide Rehana e sorrise, ma non si alzò dal suo posto, né strillò come fece Maya: «Ammoo! Perché ci hai messo tanto?».
Rehana aveva deciso che non era il caso di scoppiare in lacrime davanti ai bambini, così si era sfogata sul risciò, singhiozzando tanto da doversi tenere aggrappata alla stretta sbarra del sedile, la bocca spalancata in una smorfia di dolore. Il conducente, che sembrava davvero preoccupato, si era girato a chiederle se voleva fermarsi per bere un bicchiere d'acqua. Rehana non aveva mai assaggiato l'acqua che vendevano lungo le strade. Aveva rifiutato con un cenno del capo, chiedendosi se lui avesse dei figli, e a quel pensiero aveva posato la testa contro il tettuccio del risciò, lasciandola sussultare a ogni sobbalzo del mezzo sulla strada. Ora, trovandoseli davanti, combatté la tensione dei muscoli del volto e il gusto acre che le riempiva la bocca. Combatté il bruciore agli occhi, il nodo in gola. Combatté tutto questo mentre porgeva loro i pacchetti triangolari.

filetto rosso

In breve
Pakistan orientale, Dacca, delta del Gange, 1959. Rehana ha comprato due aquiloni, uno rosso e uno blu. È l’ultimo regalo ai suoi due figli, i piccoli Sohail e Maya, prima che la lascino, forse per sempre. Andranno a vivere con lo zio a Lahore, a millecinquecento chilometri di distanza. Così ha deciso il giudice, ma lei non ha perso né speranza né voglia di combattere: è convinta che un giorno il vento soffierà così potente da riportarglieli. Il vento alla fine è arrivato.
È il 1971 e a casa di Rehana c’è una festa: si celebra l’anniversario del ritorno dei suoi figli. Sono grandi, ormai: Sohail ha diciannove anni e Maya diciassette. Ma dietro le rose in fiore del giardino di casa, il canto delle cicale è cessato: al suo posto, il clangore dei carri armati che invadono le strade. Il paese è in guerra. Il Bangladesh ha dichiarato la propria indipendenza ed è stato occupato dall’esercito pakistano. Si sta organizzando la resistenza e gruppi di guerriglieri si formano in tutto il paese. Rehana sta per perdere i suoi figli ancora una volta. Sohail si è unito al movimento di liberazione, e Maya sta per seguirlo. E mentre il sangue scorre sull’asfalto e sulla terra affamata, Rehana combatterà ancora una volta per la loro salvezza.
da Garzanti.it

Chi è Tahmima Anam?
E' nata a Dacca, in Bangladesh, nel 1975. È cresciuta tra Parigi, New York e Bangkok. Ha studiato a Harvard dove si è laureata in antropologia sociale. Ha pubblicato articoli e racconti su The New Statesman e Granta. I giorni dell’amore e della guerra è il suo primo romanzo. Attualmente vive a Londra con il fidanzato.