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Niffoi
Salvatore
Ritorno a Baraule
Adelphi, 2007
199 p.
Fabula; 182
In breve
Ma perché mai, dopo tanti anni passati in continente, Carmine
Pullana era tornato al paese? Per sapere, finalmente, la verità.
Per cercare i tasselli che mancavano al mosaico della sua vita, e poter
morire in pace. Per scoprire, innanzitutto, che cosa era accaduto la
notte in cui negli stagni davanti a Baraule era stato trovato il corpo
straziato di Sidora Molas e nella rete di Martine Ragas, noto Polifemo,
era rimasta impigliata "quella cosa informe che sembrava un coniglio
scuoiato, una spugna rossa inzuppata di sangue", e invece era un
neonato, "un innocente che non aveva neanche la forza per piangere".
Martine l'aveva messo ad asciugare pancia al sole dentro il berretto,
e la creatura aveva ripreso a respirare. "Questo è uno che
non vuole morire" aveva pensato il pescatore. "Qualcuno lo
ha rispedito indietro dall'inferno". Lo aveva portato a sua sorella
Battistina, che lo aveva battezzato con l'acqua del pozzo: "Carmine,
Carmineddu, il nostro angelo venuto dal mare" gli diceva. Poi però
Martine l'aveva venduto a un proprietario barbaricino che aveva la moglie
"vurvi arrunciunia", e Battistina era morta dal dolore. Quelli
lo avevano fatto crescere da signore, lo avevano fatto studiare, e Carmine
era andato all'università ed era diventato dottore - anzi, era
diventato "il Dio dei bambini col cuore guasto". Ma sempre,
per tutti quegli anni, aveva rivolto a Dio la stessa tormentosa e dolente
supplica: "Dimmi il nome di mia madre e quello di mio padre!".
E adesso che dentro il petto aveva quel "cane che gli addentava
i polmoni", e quando tossiva sputava sangue - adesso era arrivato
il momento di sapere.
da Internetbookshop.it
La bio-bibliografia di Salvatore Niffoi da Wikipedia,
l'enciclopedia libera
http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Niffoi
Salvatore Niffoi: non solo scrittore...
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