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Mankell
Henning
Il cervello di Kennedy
traduzione di Barbara Fagnoni
A. Mondadori, 2007
330 p.
Omnibus
In breve
Da diversi giorni Henrik Cantor non risponde al telefono. Quando sua
madre Louise giunge finalmente al suo appartamento, dopo un viaggio
dalla Grecia segnato da una sottile angoscia, trova il cadavere del
ragazzo riverso sul letto. Tutte le tracce, a cominciare dai sedativi
trovati nel sangue di Henrik, fanno pensare a un suicidio, ed è
con questa conclusione che la polizia archivia il caso. Louise, tuttavia,
rifiuta di credere che suo figlio si sia tolto la vita: nonostante le
ricerche archeologiche di cui si occupa l'abbiano tenuta a lungo lontana
dalla Svezia, è convinta che Henrik non avrebbe mai commesso
un gesto del genere. Insieme all'ex marito Aron, che aveva abbandonato
la famiglia poco dopo la nascita del bambino, comincia così un'indagine
sulla vita di Henrik, della quale entrambi capiscono presto di non sapere
realmente nulla: tra le carte del ragazzo ritrova un minuzioso dossier
sulla presunta sparizione del cervello del presidente Kennedy dopo l'attentato
di Dallas, testimonianze di innumerevoli viaggi all'estero e un'enigmatica
lettera da parte di una fidanzata di cui nessuno conosceva l'esistenza.
Louise e Aron si lanceranno così sulle tracce lasciate dal figlio
fino in Africa, scoprendone i legami con il mondo corrotto e spietato
che ruota intorno alla tragedia dell'AIDS: affaristi senza scrupoli
che commerciano in sangue infetto, ricercatori che compiono esperimenti
illegali per trovare un vaccino, contrabbandieri di farmaci retrovirali.
Il sito ufficiale di Henning Mankell
http://www.henningmankell.com/
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