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"Sarò sincera: ho iniziato a scrivere perché ero a pezzi. Mia sorella era morta senza che nessuno di noi lo sapesse. Mia sorella, che non vedevo da anni. Con quella malattia che le aveva devastato la vita. Con tutta quella gente che mi diceva che era meglio che fosse morta piuttosto che viva e schizofrenica e che noi, la famiglia, eravamo fortunati a essercene liberati. 'Dev’essere stato un sollievo in qualche modo'. No, non lo era."
In breve Se vi interessano le "storie vere" scaricate
e sfogliate la bibliografia Raccontare
la vita: storie vere di eccezionale normalità, a cura
della biblioteca (file.pdf) * inverno 2005 |