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Chevalier
Tracy
L'innocenza
traduzione di Massimo Ortelio
Neri Pozza, 2007
360 p.
I narratori delle tavole
In breve
È il 1792 a Londra, e il traffico è intenso in Hercules
Buildings: ventidue case a schiera di mattoni con un piccolo giardino
sul davanti e un pub a ciascuna estremità della strada. Nel trambusto
di carrozze, cavalli e barrocci, grida di pescivendoli, venditori di
scope e fiammiferi, lustrascarpe e calderai, Jem Kellaway, un ragazzo
col viso allungato, gli occhi azzurri infossati e i capelli biondo-rossicci,
trasporta all'interno del numero 12 una sedia Windsor dopo l'altra.
È il mese di marzo e il caldo e il rumore sono insopportabili.
Jem esploderebbe certamente di rabbia e stanchezza se d'improvviso non
calasse una strana pausa di silenzio sulla strada e la signorina Pelham
non si zittisse e Maggie non smettesse di fissarlo. Seguendo il suo
sguardo, il ragazzo scorge un uomo attraversare la via. Robusto, la
faccia larga, la fronte spaziosa, gli occhi grigi e la carnagione pallida,
vestito semplicemente, camicia bianca, brache, calze e giacca nere,
e un bizzarro berretto in testa, un bonnet rouge, il copricapo con la
coccarda blu, bianca e rossa della Rivoluzione francese. È uno
degli abitanti più noti degli Hercules Buildings: William Blake,
l'artista, il poeta che stampa "strani libretti" e inneggia
alle idee che incendiano il paese dall'altra parte della Manica.
Ascoltate la lettura
delle prime pagine del romanzo L'innocenza su RadioAlt.it
Il sito della scrittrice Tracy Chevalier
http://www.tchevalier.com/
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